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La scomparsa della 17enne Simona Floridia: condannato a 21 anni Andrea Bellia

  • Categoria dell'articolo:CRONACA

Condannato a 21 anni di carcere per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. È questo l’esito del processo – con il dispositivo letto nella tarda mattinata di oggi – sulla vicenda di Simona Floridia, la 17enne scomparsa da Caltagirone nel 1992 e il cui corpo non è stato mai ritrovato. Unico imputato Andrea Bellia, che si è sempre detto innocente. Il processo, davanti la corte d’assise, è stato riaperto dopo una prima archiviazione del fascicolo. A fine 2022 i magistrati, con l’accusa rappresentata in aula dalle magistrate Samuela Lo martire e Natalia Carrozzo, aveva chiesto la condanna a 24 anni di carcere sottolineando l’atteggiamento di «chiusura e ostilità» da parte dell’imputato. Il pronunciamento di una condanna all’ergastolo era stata avanzata dall’avvocato Giuseppe Fiorito come rappresentante dei genitori, nella qualità di parti civili. L’avvocata Pilar Castiglia che difende Bellia insieme al collega Antonio Ingroia aveva chiesto, invece, l’assoluzione del proprio assistito.

Simona Floridia scomparve la sera del 16 settembre del 1992 da Caltagirone. Era uscita con degli amici e poi, prima di rientrare a casa, ricostruirono alcuni di loro, fece un giro in Vespa con Bellia, allora 19enne. Per l’accusa, i due sarebbero andati a Monte San Giorgio dove avrebbero avuto una lite al culmine della quale Bellia l’avrebbe gettata da un dirupo. Per la difesa, invece, dopo un giro fatto insieme, Bellia con la Vespa avrebbe riaccompagnato Simona al centro, lasciandola viva vicino a un bar. Poi non l’avrebbe più vista. 

L’inchiesta si era conclusa con un’archiviazione del fascicolo. È stato il legale della famiglia Floridia, l’avvocato Giuseppe Fiorito, nello svolgere indagini, a scoprire la registrazione di una telefonata tra un amico dell’imputato che alla propria fidanzata rivela come Bellia, dopo un incidente, pensando di essere a rischio vita, gli aveva confessato di essere stato lui l’autore del delitto. La trascrizione della conversazione fa riaprire l’inchiesta e l’amico di Bellia, sentito durante un incidente probatorio per cristallizzare le sue dichiarazioni, conferma quando aveva detto alla fidanzata al telefono. Ricostruzione che Bellia smentisce categoricamente, dichiarandosi innocente.

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